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CONCERTO DI CAPODANNO DI GRAN CLASSE AL TEATRO VITTORIO EMANUELE DI MESSINA

Facebook Twitter Google +   TRIONFA IL TALENTO DI LUCA BARATTO E MARCO ALIBRANDO Concerto di gran classe ed eccezione ieri al Teatro Vittorio Emanuele di Messina. Una festa accolta con entusiasmo da messinesi partecipi ed entusiasti. Finalmente il ritorno del concerto di Capodanno, pensato giorno 28 Dicembre e subito accolto da Egidio Bernava e […]

CONCERTO DI CAPODANNO DI GRAN CLASSE AL TEATRO VITTORIO EMANUELE DI MESSINA

 

TRIONFA IL TALENTO DI LUCA BARATTO E MARCO ALIBRANDO

Concerto di gran classe ed eccezione ieri al Teatro Vittorio Emanuele di Messina. Una festa accolta con entusiasmo da messinesi partecipi ed entusiasti. Finalmente il ritorno del concerto di Capodanno, pensato giorno 28 Dicembre e subito accolto da Egidio Bernava e dal Presidente Fiorino e dall’attentissimo Direttore artistico Matteo Pappalardo.

Non si è trattato di un concerto qualsiasi festivaliero e scansonato ma di una scelta di gran gusto ed eleganza, dopo la Overture “Ruslan And Ludmilla” di Glinka, mi è piaciuto immergermi nel concerto per pianoforte ed orchestra N. 2 in Do Minore op. 18 si SergeJ Vasil’evic Rachmaninov, perché è al tempo difficile e scorrevole ma anche melodioso. Mi riconosco in questo autore del Novecento che in qualche modo innova la musica classica col tocco di una modernità non compresa, tanto da procurare allo stesso una profonda crisi artistica. Io credo che mi sia arrivato tutto il dolore della vittoria e della rinascita, il pianoforte che arriva impetuoso con accordi forti si lega a quella sinfonia struggente che mi proietta nella visione di alberi nel vento, legandomi al mio cinema intimo e scopro poi che proprio parte di questo concerto fu utilizzato nel film “Quando la moglie è in vacanza” con Marilyn Monroe. Un tripudio di viole e violini con clarinetto ed oboe e il pianoforte che che esordisce con fagotti e corni in un quasi silenzio….irrompono i violini il tema…poi ecco il terzo movimento riprende il tono marziale del primo scanzonando la bellezza programmatica delle dissonanze, ritornando allo scherzo ma anche alla fuga. Al pianoforte ascolto con attenzione Luca Baratto, vincitore nel 2015 dell’Honens International Piano Competion di Calgary, che ha già girato il mondo da Londra al Carnagie Hall di New York, mentre si accinge a volare a Berlino. Nato a Milano ventidue anni fa, Luca è ammesso nel 2001 al Conservatorio di Milano nella classe della professoressa Edda Ponti dove nel giugno 2010 si diploma col massimo dei voti, lode e menzione d’onore. Dopo aver ottenuto la Maturità Classica al Liceo “Berchet”, studia al Conservatorio di Bolzano, nella classe del maestro Davide Cabassi. Parallelamente frequenta, in qualità di “Theo Lieven scholar”, il Master of Advanced Studies SUPSI in Music Performance and Interpretation con il maestro William Grant Naboré, presso il Conservatorio della Svizzera Italiana, dove nel 2013 consegue il titolo con il massimo dei voti..un ragazzo milanese di vent’anni, … che esegue con tecnica poderosa (le sue doppie ottave sono rimarchevoli, e non dirò degli arpeggi e dei «passaggi»): mai effettuando il cosiddetti «rallentando espressivo» nei punti difficili; e con consapevolezza musicale notevolissima.

Questa possanza ed eleganza passa sostanzialmente dall’Autore al giovane esecutore e mi accorgo che la musica è quella salvifica maledizione che cerca di trasfonderci nei sogni il nostro concetto di bellezza.

Il concerto dopo un brindisi procede con la Sinfonia del Barbiere di Siviglia di Gioachino Rossini che la compone appena ventiquattrenne nel 1816, con la sua arcinota velocità, riportandoci temi spagnoli. La sinfonia con la Forma-Sonata è meravigliosa e subito seguita dalla Sinfonia del Nabucco di Giuseppe Verdi che mi riporta a Scuola al patriottico inno del “Va pensiero…”, sommesso monito di acuta notalgia e si arriva così sulla scia di una logica elegante al “Pizzicato Polka” di Johann Strauss figlio e Josef Strauss e al fantastico Walzer di Johann Strauss figlio Kaiser con la imprevista “Marcia di Radetzsky”.

A dirigere l’orchestra del Teatro Vittorio Emanuele di Messina, Marco Alibrando, nato a Messina nel 1987 che ho conosciuto bambino e che ho visto musicalmente attento…artisticamente evoluto anche da piccolo quando solo voleva decisamente seguire la Sua strada. Dire che “vederlo dirigere mi commuove” è poco. Pieno di energia di forza di sorprese di stile Marco Alibrando nel 2015 ha già calcato il podio dell’Orchestra Sinfonica la Verdi di Milano. Lo scorso Giugno ha diretto due concerti a Firenze con l’Orchestra di Toscana Classica. Il 9 Luglio ha debuttato al Festival di Spoleto . Dirigerà “Norma” in occasione del 150° anniversario dell’inaugurazione del Teatro del Popolo Castelfiorentino e a Marzo del 2018 su invito di Ivan Fischer sarà impegnato come assistente musicale per Falstaff con la Budapest Festival Orchestra e l’Hong Kong Festival. E pensate ha debuttato a soli 24 anni. Fiera si…sono fiera che questo sia un talento nostro, poiché la terra che ispira …è si terra di tragedie ma di così gran bellezza da incutere rispetto. Ora che il mio Teatro mi ridona la gioia la professionalità la passione e la competenza sono felice…e se il 2018 fosse tutto così? Sì io lo credo! Ed ora avanti tutta ….leviamo le ancore perché siamo partiti a vele spiegate verso la meta che ci appartiene. Mi sento leggera così leggera da non sentire il vento, così leggera che quasi volo sulla scia di note che mi hanno resa luminosa.

 

Anna Mazzaglia

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Autore: webnetworknews

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