AIDA: AMORE E MORTE

Una produzione Ente Teatro di Messina

Una nuova produzione targata EAR – Ente Teatro di Messina è in arrivo al Teatro Vittorio Emanuele di Messina, ove debutterà il 9 Febbraio 2024. Si tratta di una imponente opera: “Aida”, per la regia di Carlo Antonio De Lucia, che laureatosi in Giurisprudenza a Milano, tenore e interprete di numerose opere liriche, sceglie poi di occuparsi di regia d’opera e diventa un vero cultore della opera lirica nei diversi aspetti  del canto in rapporto alla scena ed alla rappresentazione, con la Orchestra Teatro Vittorio Emanuele, magistralmente diretta da Carlo Palleschi, che vanta nel suo repertorio operistico oltre 40 opere, tutte dirette a memoria e la maggioranza delle quali in molti diversi allestimenti realizzati con importanti registi .

Gli interpreti sono Paolo Pecchioli (Re di Egitto), Oksana Dika (Aida), Sanja Anastasia (Amneris), Angelo Villari (Radames), Giuseppe Altamonte (Amonasro), Davide Scigliano (Il messaggero), Dario Russo (Ramfis), Oleksandr Chaikovska (la sacerdotessa)

Con il coro lirico “Francesco Cilea” diretto da Bruno Tirotta.

L’allestimento  è di Operaproduction C.D. Gmbh . Austria.

“Aida” è una opera in quattro atti di Giuseppe Verdi.
su libretto di Antonio Ghislanzoni, da una versione francese in prosa di Camille du Locle di un soggetto di Auguste Mariette. Ua opera potente ed imponente che ha sempre affascinato le platee. Torna nel Teatro metropolitano Palleschi che aveva già diretto “Tosca” magistralmente, Lui che è portato alla modernità e che sin da bambino dotato di “orecchio assoluto”

La vicenda nasce al tempo di Ismail Pascià, Vicerè d’Egitto, quando commissionò a Giuseppe Verdi un inno da suonare in occasione delle celebrazioni per l’apertura del Canale di Suez avvenuta nel 1870.
Nonostante la grande passione del sovrano egizio per l’Opera Italiana, pare che Verdi abbia rifiutato, rispondendo  al Vicerè che mal gli si addiceva scrivere musica d’occasione, ma questa è sempre  una leggenda. Si narra, infatti, che il Vicerè fosse in procinto di affidare la scrittura dell’opera a Richard Wagner e quando Verdi ebbe sentore di ciò, concluse la trattativa e accettò la proposta, ponendo alcune condizioni irrinunciabili.

L’ Aida fu rappresentata per la prima volta il 24 Dicembre 1871 al Teatro Nazionale del Cairo (inaugurato pochi mesi prima con il Rigoletto).
L’opera ottenne da subito un enorme successo e ancora oggi continua ad essere una delle opere liriche più famose.

La vicenda narrata dalla Opera è la seguente: Nella prima scena apprendiamo che durante una spedizione militare contro l’Etiopia, i soldati egizi catturano la principessa Aida e, ignorando la sua vera identità, la portano a Menfi e la rendono schiava. Suo padre – il Re di Etiopia Amonasro – organizza una incursione per liberarla e ricondurla a casa senza sapere che sua figlia si è innamorata del giovane guerriero Radamès, che ricambia questo suo sentimento.
Purtroppo anche Amneris, figlia del Re d’Egitto, si è invaghita del giovane soldato. Amneris intuisce subito che possa esserci qualcosa tra la giovane schiava e il suo amato; cerca così subdolamente di consolare Aida, con lo scopo di scoprire qualcosa in più. Il Re apprende le ultime notizie dal confine: l’esercito Etiope sta marciando contro l’Egitto. A Radamès viene concesso il rango di capitano dell’esercito egizio, con il compito preciso di fermare l’avanzata dell’esercito di Amonasro.
Aida è divisa tra l’amore per la Patria e l’amore verso il suo Radamès.

La II scena si svolge al Tempio: durante una solenne cerimonia, Radamès viene investito del grado di comandante in capo.
mentre Amneris riceve nelle sue stanze la schiava Aida; con malizia finge che Radamès sia morto in battaglia per spingerla a dichiarare il suo amore per lui. L’inganno di Amneris funziona e la reazione involontaria di Aida la tradisce, rivelando i suoi sentimenti.
A questo punto anche Amneris mette le carte in tavola e dichiara il suo amore per Radamès. Come potrebbe un’umile schiava competere con la figlia del Faraone? Mossa da orgoglio Aida svela la sua vera identità di figlia del Re di Etiopia.
Dal fronte arrivano notizie di vittorie e Amneris costringe Aida ad assistere al trionfo dell’Egitto e alla sconfitta del suo popolo.

La seconda scena si apre con uno degli ingressi della città di Tebe: Una marcia trionfale accoglie il ritorno vittorioso di Radamès. Come ricompensa, il Re gli concede qualsiasi cosa desideri. I prigionieri etiopi sono condotti al cospetto del Re; tra di loro c’è anche Amonasro. Aida corre a ricongiungersi con il padre, tuttavia le loro vere identità rimangono ancora sconosciute agli egizi. Il Re Etiope è infatti dato per morto in battaglia. Radamès, per amore di Aida, utilizza il desiderio offertogli dal Re per chiedere il rilascio di tutti i prigionieri. Il Re, pieno di gratitudine verso Radamès, lo dichiara suo successore al trono, offrendogli la mano di Amneris.
Tutti i prigionieri etiopi vengono rilasciati tranne Aida e Amonasro, trattenuti su consiglio del sommo sacerdote Ramfis, per evitare che gli etiopi cerchino vendetta alla loro recente sconfitta.

Nel terzo atto la scena si svolge sulle rive del fiume Nilo, vicino al Tempio di Iside

Amonasro, durante la sua prigionia, cerca di aiutare la sua Patria e costringe sua figlia Aida a raccogliere informazioni sulla posizione dell’esercito egizio direttamente da Radamès il quale, pur avendo accettato la mano di Amneris e il trono d’Egitto, prova ancora dei sentimenti per Aida, fidandosi di lei, le confida le informazioni richieste dal padre.
Amonasro e Aida riescono a fuggire; solo allora la loro vera identità viene scoperta.

Radamès, disperato per aver involontariamente tradito la sua Patria, si consegna prigioniero al sommo sacerdote Ramfis.

Il quarto atto si svolge nella sala del Palazzo del re

Amneris, sapendo che Radamès è innocente, lo supplica di discolparsi. Ma Lui si rifiuta, condannandosi per l’incauto gesto.Durante il processo, tace, non pronunciando una sola parola in propria difesa. Amneris si appella alla pietà dei Sacerdoti, ma nonostante il suo accorato appello, Radamès viene condannato a morte per alto tradimento e portato via.

La seconda scena si svolge all’interno del tempio di Vulcano e la tomba di Radamès; la scena è divisa in due piani: il piano superiore rappresenta l’interno del tempio splendente d’oro e di luce, il piano inferiore un sotterraneo.

La condanna prevede che Radamès sia sepolto vivo. Radamès crede di essere solo nella sua cripta, ma poco dopo si accorge che Aida si è nascosta lì, per poter morire insieme a lui. I due amanti confermano l’amore reciproco e accettano il loro triste destino.
Mentre attendono che l’alba porti via le loro pene, Amneris piange e prega sopra la loro tomba. L’amore sublima ed innalza, le musiche di Verdi sono perfette nella narrazione degli scontri e delle vittorie ed anche nelle cadute primeggia Il Potere che tutto distrugge.
Verdi disegna una tessitura compatta fatta di relazioni disperate tra i differenti atti ove l’orchestra narra il dramma che assume un’importanza centrale riuscendo a ricreare un incredibile effetto di profondità e di unità. Verdi sottolinea lo scontro tra il potere stabilito e l’individuo che resta schiacciato con la sconfitta del debole e la disperazione che la morte sugella.

Vi aspettiamo al Teatro Vittorio Emanuele.

Anna Maria Mazzaglia Micel

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