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NIENTE SIGNIFICA UNA COSA SOLA : ENIGMA

Facebook Twitter Google +   Arriva al Teatro Vittorio Emanuele di Messina un’altra eccellente pièce teatrale firmata da Stefano Massini, uno degli autori più apprezzati della scena teatrale italiana, ed erede di Ronconi nella direzione artistica del Piccolo Teatro di Milano oggi diretto da Silvano Piccardi, regista ed attore insieme. Si tratta di Enigma con […]

 

Arriva al Teatro Vittorio Emanuele di Messina un’altra eccellente pièce teatrale firmata da Stefano Massini, uno degli autori più apprezzati della scena teatrale italiana, ed erede di Ronconi nella direzione artistica del Piccolo Teatro di Milano oggi diretto da Silvano Piccardi, regista ed attore insieme. Si tratta di Enigma con un sottotesto inquietante: Niente Significa Mai Una Cosa Sola. Si è subito proiettati in una atmosfera grigia che inquadra un locale che confusamente mostra libri e sparsi una serie di cose che non delineano nettamente il posto…nè uno studio né una abitazione precisa, un “non luogo” seminascosto e quasi dimenticato da qualche parte del mondo….e, da fuori. si vedono netti i lampi della tempesta. Qui entreranno due persone un uomo (lo stesso Piccardi) ed una donna (Ottavia Piccolo)…si annuncia subito un antefatto: un incidente…e due persone sconosciute si fronteggeranno per settanta minuti, coinvolgendo lo spettatore (attenti …perchè si tratta di un enigma in cui niente è come sembra). L’autore intelligentemente costruisce il procedere dell’azione scenica a segmenti…quelli stessi che si potranno stralciare e ricomporre un attimo dopo.

Ci troviamo proiettati a Berlino, circa venti anni dopo del 9 Novembre 1989 in cui, insieme al crollo del famoso muro, .crollavano vite intere inghiottite e frantumate da quella separazione. Qui, in questo interno sospeso su qualche tetto di qualche Via, si incontrano Jacob Hilder e Elngrid la donna che lui ha soccorso in strada qualche attimo prima. I due conversano e confessano di essere due insegnanti l’una di storia e l’altro di matematica e, nell’attesa che il fratello della donna vada a prenderla per riportarla a casa, l’uomo l’avverte la istruisce sul cosa sono gli enigmi e come risolverli concentrandosi sulle parole e sulla sequenza delle stesse. Ambedue sembrano subito aver sofferto nella vita passata e Lei pone una interessante domanda? E’ possibile vivere senza passato? La donna, da storica, pone il quesito in modo insistente e, quasi a tre quarti del procedere della discussione, svela chi è il suo vero nome e narra cosa in realtà è venuta a fare in quello strano non luogo….non vi è stato alcun incidente …è da tempo che lei sta pedinando l’uomo per consegnare anche a lui un fascicolo delle sue giornate e dei suoi pensieri, quasi a consegnare una coscienza che l’uomo trascina interrogandosi sul perché di azioni commesse….era un solo banale lavoro? Lei sa tutto su lui anche il suo vero nome e si è impossessata dei suoi pensieri, proprio come l’uomo aveva fatto con lei, anni prima, rubandole la privacy ed anche il suo ruolo nella scuola.

Alla fine sono due anime nella tempesta di un prima che non può essere inghiottito dal nulla…può sembrare che il crollo di un muro ci restituisca una liberta’ massacrata?

La Germania, Hitler, il muro di Berlino che divise pensieri e famiglie è solo una occasione per interrogarci su chi siamo oggi noi? E se la nostra vita privata è davvero tale? O molto spesso non ci è capitato per qualche recondita ragione di essere stati dati in pasto a chiunque per le nostre azioni che credevamo belle, oneste, pulite…alle volte persino ideali? Personalmente credo che essendo io principalmente un coacervo di ricordi e chiusa, pur sempre, in un passato che mi rende donna di questo presente, spesso perduta in interrogativi che non hanno alcuna risposta, trovo che Enigma mi spoglia …mi sveste di una apparenza ….mi fa svelare a me spettatrice che mi sento incredibilmente sola, anche se attorniata di amici e conoscenti, e sola perché ciascuno è solo e consapevole del proprio cammino in cui vi è una vita non tutta confessata …non tutta evidente neppure a se stessi, ma chissà, per quale motivo, chiara agli altri. Questo racconto scenico è veramente molto interessante e straniante perché è realmente lo specchio dell’uomo e credo che Stefano Massini con la superba Ottavia Piccolo ci abbiano reso i segmenti pensati e pensanti della nostra stessa vita…fatta di appunti di ricerche di pensieri scritti su fogli che altri dovrebbero saper leggere nel senso della “nostra idea”. Il testo è originale, conciso ma turbolento e psicoanalitico al tempo stesso e non è facilissimo scrivere per il teatro in un modo così nobile senza rischiare mai di essere ripetitivo. Bravissimo Massini, un encomio va ad Ottavia Piccolo che regge la scena portando con sè Piccardi che pure ne fa una regia egregia. Direi che è uno dei più bei lavori di questa stagione teatrale che meriterebbe un premio per la intensa scrittura.

Il teatro spesso è un accelleratore di ri-flessione quando è teatro di pensiero.

Ecco ora posso tornare a casa ed immergermi nella notte…ma niente è piu’ come prima!

Anna Maria Mazzaglia Miceli

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Autore: webnetworknews

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