UN TRENO FESTIVAL PER LA SICILIA

il viaggio dello speciale InterCity “Un film lungo 70 anni” dedicato al Taormina Film Festival 2024

A Roma Termini la presentazione del treno a tema cinema che collegherà Roma e la Sicilia, special guest l’attrice Chiara Francini

Roma, 4 luglio 2024 – Il Taormina Film Festival, che quest’anno celebra la 70° edizione dal 12 al 19 luglio 2024, e IntercityMain Partner del Festival, hanno presentato questa mattina uno speciale Intercity di Trenitalia, società capofila del Polo Passeggeri del Gruppo FS, brandizzato totalmente sia all’esterno che all’interno, con i ritratti degli attori e dei registi nazionali e internazionali più celebri: una “hall of fame” viaggiante, per ricreare la magia del grande schermo anche sulle rotaie.

Al binario 25 erano presenti Stefano Cuzzilla, Presidente TrenitaliaDomenico Scida, Direttore Business Intercity, Sergio Bonomo, Commissario Straordinario Fondazione Taormina Arte SiciliaElvira Amata, Assessore Turismo, Sport e Spettacolo Regione SicilianaMarco Müller, Direttore Artistico Taormina Film FestivalGianna Fratta, Direttrice Artistica Fondazione Taormina Arte Sicilia, per festeggiare un sodalizio che ha il preciso obiettivo comune di promuovere il cinema, la cultura, l’arte e il turismo.

Le immagini corrono nei paesaggi fuori dal finestrino, la immagine esterna è un infinito piano-sequenza ma vi è  un doppio movimento in un film che può essere visto in un tablet durante il viaggio. Il treno è una presenza costante nel cinema a cominciare da quello che arriva in stazione nel celebre filmato di Lumiere con cui inizia la storia stessa del cinematografo. Da allora ad oggi tanti treni sono passati sugli schermi in storie piene di movimento e di emozioni appartenenti ai generi più diversi. Treni inarrestabili come quello trainato dalla locomotiva “The General” guidata da Buster Keaton in Come vinsi la guerra (1926) oppure come quello carico di opere d’arte da salvare dalle mire dei soldati nazisti che vogliono portarle da Parigi in Germania. In Il treno (John Frankenheimer, 1964), treni teatro di storie dalla comicità slapstick come quello di Il treno più pazzo del mondo (Richard Lester, 1984) e treni che conducono verso la libertà individuale o collettiva come rispettivamente fanno in Train de vie (Radu Mihaileanu, 1998) e in A trenta secondi dalla fine (Andrej Koncalovskj, 1985).  Proiettato per la prima volta il 6 gennaio del 1896 a Parigi, il treno folle delle origini è uno dei primi film della storia del cinema. La regia è firmata naturalmente da Auguste e Louis Lumière e quando il pubblico lo poté guardare per la prima volta il 6 gennaio del 1896 al Salon Indien du Grand Café di Boulevard des Capucines a Parigi fu un avvenimento. Continuiamo a chiamarlo “film”, ma questo nome con cui ci riferiamo abitualmente ai lungometraggi di oggi non deve ingannare. Si tratta infatti di una pellicola 35mm in bianco e nero della durata di appena 50 secondi. E naturalmente si tratta di un film muto. La scena che riproduce è un semplice frammento di vita quotidiana: un treno si ferma alla stazione, alcuni passeggeri scendono, mentre altri si accingono a salire. Ma il realismo con cui avanza verso il pubblico è sconvolgente. Da quel momento nulla sarà piu’ lo stesso. Questi pochi secondi sembrano studiati nei minimi dettagli, a cominciare dall’obiettivo a grandissima profondità di campo che riesce a mettere in scena un complesso susseguirsi di azioni in un’unica inquadratura. L’effetto sullo spettatore è esattamente quello di trovarsi lì sulla banchina: “la locomotiva giunge dal fondo dello schermo – scrive il famoso critico francese Georges Sadoul – avanza sugli spettatori e li fa sussultare dando loro la sensazione che stia per schiacciarli. Essi identificano quindi la loro visione con quella della macchina da presa: ecco che la macchina da presa diventa per la prima volta un personaggio del dramma”. O direi un personaggio della vita. A quanto pare nella scena è ripresa anche le madre dei famosi fratelli. Il treno che avanza resterà per sempre il cinema che entra nella nostra vita e ci travolge con la sua potenza e con il suo fascino. Non so chi per primo abbia pensato al treno ma so che il connubio tra treno e Festival di Taormina mi è stato annunciato in modo entusiasta da Sergio Bonomo che vede il Festival di Taormina come una grande corsa verso l’infinito, aggregando realtà che abbiano un ritorno sul territorio perché il Festival è una scommessa di grandi mutamenti e di corse verso….senza orizzonti. Questo treno viene da Roma e va in Sicilia. L’augurio è che come una freccia sfidi l’Oltre si immetta ovunque, è un modo per discutere di movimento che è un ritorno verso casa ma anche un andare ancora più lontano e varcare tutte le frontiere possibili. Sicilia è cinema esposto ed invenzione pura anche quando si parla di storia.  Ma la Sicilia ora è ancora piu’ coraggiosa ed esiste un cinema di qualità che si pensa qui e si fa in questo territorio perché la Sicilia non puo’ e non deve aspettare neppure quei finanziamenti che sembrano non arrivare mai.

A varare il primo treno, con il suo brio e la sua vivacità, sarà l’attrice, scrittrice e produttrice Chiara Francini, che quest’anno presenterà al Taormina Film Festival la sera del 19 luglio alle 21 sul palcoscenico del Teatro Antico, una versione teatrale/multimediale di L’amore segreto di Ofelia, pièce del noto drammaturgo e attore cinematografico Steven Berkoff per la regia di Luigi De Angelis.

 

Elvira Amata – Assessore Regionale Turismo, Sport e Spettacolo Regione Siciliana, commenta così: “Un’ulteriore occasione di significativa promozione del Taormina Film Festival che si aggiunge alla stretta sinergia già avviata con Trenitalia e che – sono certa – contribuirà a regalare emozioni suggestive ai viaggiatori, implementando sempre più, attraverso nuovi strumenti immersivi, la valorizzazione del segmento cinematografico sul quale l’Assessorato continua costantemente a rafforzare ogni utile e proficua azione”

 

Il treno collegherà Roma e la Sicilia a partire dalla prima settimana di luglio, fino a settembre. A bordo, gli interni dei vagoni sono decorati con ulteriori scatti e con i colori e le grafiche della mostra, creando un’esperienza immersiva per i passeggeri. Durante il tragitto, le due carrozze si separeranno al momento dell’attraversamento dello Stretto di Messina, prendendo direzioni diverse con mete finali a Palermo e Siracusa, come a voler diffondere l’arte cinematografica nel modo più ampio possibile. Attualmente sono 4 gli Intercity Giorno e 6 gli Intercity Notte che arrivano quotidianamente in Sicilia, garantendo accessibilità e continuità territoriale con una delle operazioni di trasporto intermodale più affascinanti in Europa.

 

Anna Mazzaglia Miceli

 

 

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