UN FILM LUNGO 70 ANNI? SOGNAVAMO FOSSE UN FILM!

70ª EDIZIONE FESTIVAL DI TAORMINA TARGATA MARCO MÜLLER

FRA POP, GLAMOUR E …IDENTITÀ MEDITERRANEA?

 

IL FESTIVAL CHE VORREI

 

Non si è spenta l’eco della bella commemorazione del cinema in SICILIA ad ORTIGIA ed ecco siamo quasi arrivati al Festival nuovo di zecca e direi attesissimo di Taormina Era quello che ci aspettavamo?

Personalmente…. Delusina!!!! Avrei voluto respirare cinema nuovo siciliano, cinema che siamo capaci di immaginare noi siciliani usi a vedere tanto e troppo…. come le buganville che sono fiori esagerati. Il mio cinema somiglia a questi fiori…non è timido …non si vergogna di sé stesso….Non deve partire dal passato sempre e comunque.

Taormina, 28 giugno 2024 – Un lungo film che si snoda tra abbandoni e raffazzonamenti… spettacolo con conduttori – conduttrici alla ricerca dello sposnsor o all’inseguimento dell’ ultimo sponsor, ed abbiamo resistito e criticato,  per intessere ora questo Festival che si annunciava di ri-nascita e rifondazione? che vien fuori trascinando con sé un fiuuuuummmmmmmeeeee di onte per cercare di re-inventare una originalità ovvero un racconto personale di una storia, la propria, tra i miliardi di Festival che si susseguono nel mondo? E così dall’avventura action al thriller psicologico, dall’horror alla romantic-comedy alle molteplici facce di un cinema presumibilmente siciliano che si annuncia così, subito, assistito dal Centro di Cinematografia di Palermo e dalla Film Commission siciliana come punte dell’iceberg e da altri Enti che sembrano avere soldi da distribuire non solo ai siciliani ma anche agli italiani che dimorano nella nostra isola, solo quando è il turno di creare un cineturismo d’elitè!!!!

Il Nuovo Direttore del Taormina Film Festival, Marco Müller, ha scelto, però una via più sicura : la sua personale zona di confort e nel concepire un programma variegato spazia dal gettonato ma storico Francesco Alliata e Panaria Film  (è sempre giusto ripartire dalla storia, se non hai storia) al super-richiesto Pasquale Scimeca, di casa in Film Commission, al cinema d’autore (di quelli che piacciono a Muller?), senza lasciare in ombra , e chi lo aveva mai pensato Costanza Quatriglio, donna e cineasta di punta del Centro Sperimentale. Perché la Quatriglio non merita? Ma certo che sì, la scrivente, direttore di Festival a Catania la ha omaggiata nel 2015 di una visione retrospettiva di tutti i suoi film, mentre sicuramente Alliata è un maestro della settima arte, ma non si aspettava il neo nominato direttore artistico Muller per conoscere i suoi film. Insomma non veniamo dal Cottolengo e non siamo rimasti all’era della pietra nel mondo del cinema. Ed allora se aspettiamo un nuovo Festival è per vedere nuove proposte e per capire come si muove il cinema dell’iperuranio in Sicilia dove la colonizzazione non dovrebbe esistere più da tempo. Siamo un pubblico colto suvvia! e non vorrei ritrovarmi al Palazzo dei Congressi con l’anima svuotata dal silenzio assordante.

Un Festival che si inaugura venerdì 12 luglio con un evento speciale dei Nastri d’Argento per celebrare il 70° anniversario con un omaggio alla commedia italiana: grandi protagonisti Christian De Sica, Carlo Verdone e molti altri, no, non si tratta dei nastri di argento già assegnati, ma di quelli che sono rimasti nell’intento di creare un ponte tra splendido passato e incredibile futuro? Mi interessano di piu’ i Cariddi, che non sono trasmigrati altrove.

Tante sono tuttavia  le presenze internazionali, tra cui Sharon Stone (che pare sia già qui in Sicilia)Nicolas CageBella ThorneRebecca De Mornay, solo per citare alcuni nomi, ma saranno i soli?

Non si discute sul Festival, ma sulla dimensione dello stesso, sulla appartenenza dello stesso, che non si dolga Muller, ma al pubblico io do valore. Il pubblico non esiste forse in Giappone ma da Noi sì ed ha una sua intima esigenza di esserci e di aspettarsi molto di più dalle proposte.

Meno male che esiste il cuore del Taormina Film Festival che sarà il Gala che ospiterà 7 titoli tutte le sere al Teatro Antico, fra cui 4 prime mondiali e un’attenzione particolare al giovane cinema con opere prime e seconde. Si parte il 13 luglio con l’horror statunitense Saint Clare di Mitzi Peirone con Bella ThorneRebecca De Mornay e Ryan Philippe, per proseguire con l’action movie Twisters di Lee Isaac Chung interpretato da Daisy Jessica Edgar-Jones. E poi sarà la volta del thriller-psicologico The Surfer di Lorcan Finnegan con Nicolas Cage; ancora Il giudice e il boss, che Pasquale Scimeca, dedica alla memoria di un eroe dell’antimafia come Cesare Terranova; e un trittico di rom-com con il britannico-islandese Touch, diretto dal celebre regista Baltasar Kormákur e interpretato dalla gettonatissima modella e cantante giapponese Kôki, e le due italiane L’invenzione di noi due di Corrado Ceron con Lino Guanciale, Silvia D’Amico e Paolo Rossi e Finché notte non ci separi di Riccardo Antonaroli interpretato da Pilar FogliatiFilippo Scicchitano, Valeria Bilello, che chiude la rassegna.

Centrale nella programmazione del Palazzo dei Congressi rimane però  FOCUS MEDITERRANEO, che permette al festival di aprirsi al mondo e inserirsi nelle sue contraddizioni più scottanti,  (chissà perché invece sentivo voglia di poesia e di fuga dall’affliggente presente) a partire dalla prima internazionale di From Ground Zero, il film collettivo coordinato da Rashid Masharawi che presenta il “racconto di storie non raccontate” firmate da 22 giovani cineasti palestinesi che hanno filmato la vita quotidiana a Gaza. Il maestro del cinema israeliano Amos Gitai torna a Taormina con Shikun, compendio del suo cinema e della sua visione delle contraddizioni del paese, mentre in To A Land UnknownMahdi Fleifel scava nel mondo degli immigrati arabi clandestini nei paesi della UE. Due grandi presenze autoriali francesi vengono ospitate dal Focus Mediterraneo: la prima internazionale della versione integrale di Va savoir di Jacques Rivette, il film pirandelliano interpretato da Sergio Castellitto, che introdurrà la proiezione e la prima mondiale di Filmlovers! di Arnaud Desplechin, versione in lingua inglese di Spectateurs, il film in cui il regista francese ha celebrato la magia del cinema visto in sala ( e noi lo vedremo?). Fresco dei suoi successi hollywoodiani, il regista cileno-svedese Daniel Espinosa ambienta nel Meridione italiano la storia di una trafficante di uomini nel suo nuovissimo Madame Luna, mentre Thierry de Peretti con il suo A son image torna nella sua Corsica natale per raccontare attraverso la vita, le amicizie e gli amori di una giovane fotografa i tumulti politici dell’isola dalla fine degli anni ’70 in poi. (Insomma io spero, fortemente spero che siano visioni non suicidarie perché amo la poesia e il sogno).

Al Palazzo dei Congressi anche uno spazio speciale dedicato a OFFICINA SICILIA , che non è ciò che si fa in Sicilia o tra i giovani cineasti siciliani….Il concorso non era possibile ….. Ed allora si partirà con uno spettacolo della serialità più recente made in Sicily attraverso i momenti più significativi, a partire da L’arte della gioia di Valeria Golino con Tecla Insolia,  Jasmine Trinca, Valeria Bruni Tedeschi;

Si prosegue con Vanina – Un vicequestore a Catania che in realtà è una serie televisiva italiana diretta da Davide Marengo, trasmessa in prima visione su Canale 5 dal 27 marzo 2024, con protagonisti Giusy Buscemi e Giorgio Marchesi (della seria Muller perché mi fai questo?). i primi episodi, diretti da Piero Messina, de L’ora – Inchiostro contro piombo; e la Sicilia apocalittica di Anna di Niccolò Ammaniti, una altra serie tv di Sky Original (per carità ma si attenta così davvero alla stessa concezione di cinema)

Accanto a questo panorama, un formidabile quintetto di prime mondiali (quattro opere prime e un’opera seconda) ci ricorda che la Sicilia è laboratorio di sempre rinnovate esperienze che spingono il suo cinema in avanti?  Quir di Nicola Bellucci (documentario) La bocca dell’anima di Giuseppe Carleo. Nel film, ambientato a Mussomeli e girato lo scorso anno nelle Madonie, c’è anche traccia  di oratorio matricese, con i suoi lamentatori in scena, riconducibili all’Arciconfraternita del SS. Sacramento. E così “La Bocca dell’Anima”, l’opera prima di Giuseppe Carleo, verrà presentato in prima mondiale. Dagli studi dell’antropologa Elsa Guggino e da una ricerca sul campo di Giuseppe Carleo e Carlo Cannella, nasce un viaggio nella realtà nascosta della magia popolare ambientato nel Secondo Dopoguerra sulle montagne nevose di una Sicilia strana. Il film, in uscita nelle sale italiane il prossimo 26 settembre, è distribuito da Artex Film per l’Italia e dalla Capital Motion Picture Group negli Stati Uniti. Tre regole infallibili di Marco Gianfreda (2023)Pietra madre di Daniele Greco e Mauro Maugeri  (altro documentario) Il ladro di stelle cadenti di Francisco Saia (come trasformare i desideri in positività?). Anche autori siciliani hanno voluto aprirsi a nuovi esperimenti, come l’interpretazione free-jazz di Tony Sperandeo nel nuovo film di Aurelio GrimaldiLa rieducazione, un’altra prima mondiale (o forse la sola?);

Ma la Sicilia cinematografica ha una sua anima indipendente ed è molto più di questo, anche quando diventa internazionale e segue tragitti non previsti.

Ecco da un direttore come Muller mi sarei aspettata che osasse sguardi nuovi o che portasse il Festival ad essere non desertificato ma incentivato e che si facesse caso al pubblico dei giovani anche a costo di inventare piccoli cortometraggi girati nell’ambito del Festival. Dunque prima di poter pensare alla schiera degli studiosi suggeritori intorno al Festival, creando un comitato importante o di cercare una continuità che non serve, occorreva studiare un format che non può esser quello di creare altri eventi che distraggono dal cinema puro perché vi è necessità della musica…?.Il cinema è già settima arte che racchiude tutte le altre, il festivalOpera  per fortuna è stato già inventato da Ninni Panzera e si svolge in Dicembre a Messina con contenuti nuovi ed inattesi tali da creare una aspettativa già alla seconda edizione.

OFFICINA SICILIA è una sottosezione di cinema siciliano ritrovato, intitolata IERI OGGI DOMANI (Muller era proprio necessaria?), che vuole recuperare le opere più audaci del passato che annunciavano il cinema di oggi e quello che verrà, spaziando da un omaggio alla leggendaria Panaria Film, fondata nel 1947 dal principe Francesco Alliata di Villafranca di cui verranno presentate (proiezione in pellicola dei film restaurati, ben 6 film ): dagli audaci cortometraggi documentari alle due versioni differenti, per lingua e montaggio, di Vulcano e Volcano (1952) di William Dieterle. Accanto alla riproposta delle opere dei registi della Costa Est come Maria Arena e il collettivo catanese canecapovolto, il cinema siciliano in bilico fra fiction e documento viene esplorato attraverso anche la produzione di….. Costanza Quatriglio e i lavori dei giovani documentaristi del CSC – Centro Sperimentale di Cinematografia di Palermo. Particolarmente prezioso, Diario di Guttuso, un itinerario-mosaico che ricostruisce la vita di Guttuso attraverso luoghi, amici e quadri, un lavoro televisivo del 1982 che già annuncia la cifra personalissima del Premio Oscar Giuseppe Tornatore.

Sarà visionata questa sezione del nuovo Festival? Ho i miei serissimi dubbi….Sono film rivistissimi!!!

E come se non bastasse Il festival vuole rendere omaggio anche al produttore Gaetano Di Vaio, scomparso di recente: Largo Baracche, documentario che lo stesso Di Vaio girò giusto dieci anni fa sui ragazzi della “Napoli di Gomorra” e Tre regole infallibili di Marco Gianfreda, l’ultimo film che Di Vaio aveva prodotto con la sua Bronx Film. (Potevamo rinunciare a qualcuno di questi film optando per opere nuove e che meritavano miglior attenzione proprio in quanto autentiche e non prodotte con i soldi di Enti? E probabilmente non sostenute da alcuno?) Per una come me che vuole vedere l’opera nuova bella, poetica, decisamente sì, che poi se è in anteprima mondiale o no cui prodest?, appaiono come regoline bugiarde come i titoli super nuovi di oggi.

Per riempire l’offerta del “NUOVISSIMO” Taormina Film Festival 70, la storia del festival  ci riporta il monologo interpretato da Toni Servillo dall’opera seconda di Mario Martone, il mediometraggio Rasoi, e il restauro in 4K di Picnic at Hanging Rock, il capolavoro che impose ormai quasi 50 anni fa proprio a Taormina il regista australiano Peter Weir, e di cui sentivamo gran bisogno? Non credo avendolo visto e rivisto, numerose volte.

E come se non bastasse, nel senso che è già troppo, l’otto volte direttore della Mostra di Venezia articola un programma ad ampio spettro culturale e geografico, non di solo cinema. Grazie all’impegno della direttrice artistica della Fondazione Taormina Arte SiciliaGianna Fratta, vive un’iniziativa parallela: PROIEZIONI – Suoni e parole prima del film, format di natura performativa tra musica, teatro ed eventi multimediali che offre, prima delle proiezioni al Teatro Antico, spettacoli legati al mondo del cinema. In particolare, la proiezione del documentario La Montagne Infidèle di Jean Epstein con il commento musicale dal vivo della pianista Omar Sosa; il concerto per il centenario della morte di Giacomo Puccini Tosca – Il ricatto sessuale, in cui arie, duetti e pezzi d’assieme del capolavoro pucciniano si alternano al racconto dell’opera fatto dalla stessa Gianna FrattaVeniamo a quel paese, l’esecuzione delle colonne sonore che Carlo Crivelli ha composto per i film di Ficarra e Picone, che parteciperanno all’evento; Note di celluloide, omaggio che l’Ensemble “Suoni del Sud” tributa al meglio della musica per il cinema, eseguendo capolavori di Nino Rota, Ennio Morricone, Nicola Piovani, Piero Piccioni. Infine lo spettacolo teatrale L’amore segreto di Ofelia di Steven Berkoff con Chiara Francini e Andrea Argentieri e anche un omaggio a Maria CallasVissi d’arte. Vissi per Maria, che si svolgeranno tra la Villa Comunale di Taormina e il Teatro Antico, Insomma dovremmo saperci barcamenare, sul filo del rasoio, per poter scegliere l’uno o l’altro spettacolo? E perché mai se volevo concentrarmi sul cinema e su tanto vero cinema magari nuovo nella proposta?

Il 2024 era un anno di svolta per il festival. La Fondazione Taormina Arte Sicilia, che da anni produce e organizza l’evento, ha inteso attivare nuove strategie di promozione della manifestazione nel medio e lungo periodo. Il commissario straordinario Sergio Bonomo, in linea con le indicazioni strategiche dell’Assessorato Turismo Sport e Spettacolo guidato dall’Onorevole Elvira Amata, finalizzate allo sviluppo della cinematografia in Sicilia e all’implementazione del cineturismo, pone le basi nel 2024 per un nuovo corso del Festival che, nei prossimi anni, intenderà attuare un’azione di apertura al territorio, con particolare attenzione alle zone costiere, non solo un treno livreato con foto di attori e registi viaggerà tra Roma e la Sicilia sostenendo l’idea della immagine che corre attraversando i territori  tanto che Intercity di Trenitalia è Main Partner del Taormina Film Fest, una “hall of fame” che viaggia fino alla naturale destinazione di un Festival che deve essere la punta di diamante di un mondo nuovo e un modo nuovo di fare cinema e di produrlo e promuoverlo. E perché non immaginare Taormina come la sede di incontro di produttori internazionali che si misurano e confrontano sulle nuove proposte di cinema, un laboratorio d’arte dove la Sicilia si incontri anche con India ed Emirati Arabi concependo un cinema che guarda al sud e ad est ed al mondo arabo eccellente o all’India senza essere dimentico della visione americana (waw la settimana del cinema americano) Questo è un concetto evoluto e nuovo di pensare un Festival che sia aperto a tutti. Intendo dire che Taormina potrebbe essere proprio perché crocevia di culture un polmone produttivo che attinge ai nuovi paesi per forza produttiva disegnando ponti possibili da realizzare. E non pensare sempre di defraudare la Sicilia di quei pochi fondi che ha. Un Mondo in cui si venga in Sicilia come luogo di incontro ed incontri e non come territorio di conquista in una vera ottica di internazionalizzazione e apertura di un cineturismo propositivo. I politici capiranno?

Crediamo che il ruolo delle Istituzioni e di Elvira Amata Assessore allo Spettacolo e alla Cultura sia questo, nonché il ruolo di Sergio Bonomo che comprendendo e bene cosa sia il cinema, assuma il ruolo di mediatore tra esigenze ed istanze del territorio che sono molteplici creando una vera Film Commission della Fondazione Taormina Arte che diventi momento di coordinamento dei Festival già esistenti. (non coordinamento dei festival in Sicilia) Visti mai produttori a Taormina che si incontrano su progetti di cinema? Si li ho visti a Venezia a Cannes ed a Berlino e mai a Taormina, poi tutta l’Italia si riversa in Sicilia quando? Quando c’è da prendere le poche risorse della Regione. Ed allora la Regione deve avere il ruolo centrale che merita nel panorama del Mediterraneo e non solo. Se i direttori artistici arrivano in Sicilia solo per mettere insieme un cartellone per serate sotto le stelle , non è cosa di interesse per noi siciliani che abbiamo visto Oltre. L’Oltre esiste e voglio vederlo com’è veramente e non attraverso censure e tagli.

La politica non deve andare ad Ortigia per accogliere stranieri italiani ma deve chiedere a gran voce ciò che gli spetta. C’è una cosa che i siciliani sanno far bene: il cinema ma fuori da orientamenti di Enti nel libero incontro di un mercato da creare, altrimenti anche il Festival diventa un momento di “preda”.

Ho voluto scrivere a proposito di questo Festival qualcosa che possa farlo rimeditare ri-sorgere ri-affermare. Alla fine noi giornalisti se non proponiamo visione e visioni siamo finiti, mentre dobbiamo essere il pungolo di nuove idee. Altrimenti tutto diventa una squallida e ripetitiva rassegna.

Si può rintracciare in Sergio Bonomo la punta di promotore di nuove energie in campo? Credo che sia l’uomo adatto per ripartire per una giusta ridefinizione dei ruoli istituzionali che non sono solo o artistici o amministrativi altrimenti non vi sarà mai una visione coesa di cosa voglia dire nuovo Festival del cinema.

Lui è l’Uomo del nuovo red carpet, Lui è l’uomo delle vetrine ispirate al Festival, Lui è l’uomo del treno che corre veloce, Lui potrebbe essere colui che arrivi alla SVOLTA PRODUTTIVA?

Allora vediamo cosa è successo con il San Domenico trasformato insieme ad altri hotels italiani in Four Seasons. Dietro il Potentissimo uomo che chiedeva ingresso alla Regione Sicilia : Al Thani che vedendo inevase le sue istanze arriva e compra investendo i soldi nel turismo italiano. Perché non potrebbe essere così con il potente cinema gradito agli arabi che vedono lontano? Non erano i benvenuti alla Corte di Federico II Stupor Mundi?

Spero che questa possa essere una VISIONE.

Anna Maria Mazzaglia Miceli

 

 

 

 

La Fondazione Taormina Arte Sicilia e il Taormina Film Festival 70 desiderano ringraziare MiC, Ministero Della Cultura – Direzione Generale Cinema e Audiovisivo, Regione Siciliana – Assessorato Turismo Sport e Spettacolo, Sicilia Film Commission,  Comune di Taormina, AdSP dello Stretto, Sac, Aeroporto Di Catania, CSC – Centro Sperimentale di Cinematografia; i main sponsor Intercity, Belmond Grand Hotel Timeo, Belmond Hotel Villa S.Andrea; gli sponsor tecnici Ibfor, Wella, Delta Marriott Hotels; Rai Sicilia per il patrocinio e i media partner Rai, Ciak, Cinematografo, Cinecittà News, Taxi Drivers, Variety.

 

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