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NATALE IN CASA…DEL CINEMA A TAORMINA E ALL’ODEON

Facebook Twitter I Ieri alla Casa del Cinema di Taormina si procede con nuove sorprese, dopo un giorno di antologia di film muti “Fantasia di Natale” con commento musicale dal vivo del grande musicista Giovanni Renzo che ci ha fatto sognare sulla bellezza del cinema dei primordi, abbiamo potuto apprezzare in sequenza “la rève de […]

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Ieri alla Casa del Cinema di Taormina si procede con nuove sorprese, dopo un giorno di antologia di film muti “Fantasia di Natale” con commento musicale dal vivo del grande musicista Giovanni Renzo che ci ha fatto sognare sulla bellezza del cinema dei primordi, abbiamo potuto apprezzare in sequenza “la rève de Noel” (Il sogno di Natale), film francese di Georges Meliès del 1900. Meliès sta nel film come mendicante mentre i bambini sognano danzatori angeli e campane chiese e pranzi festivi. I bambini si svegliano e guardano i regali. “The night before Christmas”(La vigilia di Natale), USA 1905 di Edwin S. Porter. Babbo Natale è indaffarato ed i bambini devono dormire…ma non ne hanno voglia e si prendono a cuscinate facendo volare le piume mentre Babbo Natale sta su una nuvola animato (primo film di animazione). Staniamento puro in”Razhdestvo obitateley lesa” (Il Natale degli insetti), Russia 1913. Un Piccolo Babbo Natale è solo un decoro su un albero. Da lì silenziosamente scende si reca nella foresta costruisce un albero incantato e dalle pietre miriadi di insetti contenti liberati festeggiano…poi Lui non visto torna sull’albero finto. Questi film sono come illuminati da un sentimento perduto, da un amore per le piccole cose e per la grande trascurata natura, poi per MIRACOLI si apre un nuovo sipario “The little Mathc Seller (La piccola fiammiferaia), Regno Unito 1902 di James Williamson, prima versione della fiaba di Andersen e prima opera tratta dal celebre romanzo dello scrittore danese. Una bambina, non vista muore di freddo nella neve proiettando con i fiammiferi figure magiche e nell’ultima compare la nonna angelica che la porta con sé ormai priva di vita. A seguire “Le Noel de Monsieur le Curè (Il Natale del Signor curato). Francia 1906 di Alice Guy Blachè. Un povero curato vorrebbe una statua di Gesù bambino la famiglia è povera e non ha soldi e l’artista di un atelier non gliene dona neppure uno piccolo. In ultimo il film che piu’ mi innamora “Miracle de Noel” (Miracolo di Natale), Francia 1912 di un Anonimo. Una donna poverissima mette a letto i figli che hanno preparato presso il camino i loro cestini. Bussa un mendicante e Lei non esita a sfamarlo. A Mezzanotte si reca alla messa di Natale e sulla scala trova un bimbo abbandonato. Lo copre ben benino e lo porta in casa assicurandolo nella paglia. I bambini si alzano e scoprono felici il nuovo arrivato ma la porta si apre e appare il buon Gesu’ e la loro vita cambia tutti avranno vestiti e soldi e regali. Il male si disfa il bene si compie. Un pomeriggio che mi ha fatto pensare al mio paesino a come eravamo ai nostri sogni di cartapesta in cui l’albero aveva le arance e in cui mia zia aggiungeva la carta stagnola. Poi pranzetti e biscotti in casa e la Messa senza televisione. In casa con i contadini stavamo bene eravamo fieri di quel poco che Dio ci donava e Babbo Natale poteva essere solo tra i piu’ bei disegni. Chi ha vissuto questo, sa cosa significa il bacio della madre e la benedizione del nonno e non può che commuovere quel surrealismo vero fatto di sogni e di benedizioni.

Dicevo alla Casa del Cinema pomeriggi come chimere un regalo di Ninni Panzera che fatica a far decollare questa immensa realtà ma le sue proposte sono davvero colte. Si prosegue con “Storie di Natale per il Signor Auster” una mise en espace  tra cinema musiche e parole con il fantastico Angelo Campolo commentato dal vivo da Nicola Oteri con la coproduzione di Daf. Partendo dalla novella “ Il racconto di Natale di Auggie Wren” di Paul Auster a seguito di un colloquio di questi col suo tabaccaio di fiducia Angelo Campolo prosegue la conversazione che diventa un racconto intimo delle sue esperienze, si inizia con Alba …è la sua alba sul mare alla fine delle riprese, ma qualcuno lo dissuade dai pensieri vacanzieri …”Sta nascendo!” grida la direttrice di produzione e lui che sognava il meritato riposo si trova stretto in macchina con un regista schizofrenico diretto verso Catania. Dando una scorsa alla sceneggiatura, sì in effetti doveva molto dopo essere girata una scena,  che prevedeva Lui come padre di un bambino che sarebbe nato nell’acqua e lui è solo un attore e descrive con accortezza il viaggio interrotto dal pitbull in autostrada che Marcello, il regista, nervosamente carica in macchina…poi si trova proiettato dentro la sala da parto con una donna bruna che grida a squarciagola dentro una vasca …Lui si comincia a preoccupare come fosse il vero padre ma il regista gli intima un alt (non è ancora il momento di commuoversi) In istanti che sembrano lunghissimi viene espulso un bambino, anzi no una bambina …Angelo attore la vede nell’acqua con gli occhi chiusi e per un attimo pensa che la bimba sia morta…poi qualcuno la solleva e la piccola è viva ed Angelo che è solo un attore inizia a piangere e piangere commosso …giù lacrime che ci fa vivere…lacrime liberatorie importanti …vere…tanto che tutti pensano sia Lui il vero padre. Ecco Alba è nata …la sua alba inizialmente vacanza inizialmente mare ed ironicamente sullo schermo vi è l’immagine del canetto maculato….. Poi inizia a raccontarci di Tanino e del suo percorso di educatore nelle carceri e dal dialogo con il ragazzo che sembra essere un oppositore contestatore sino alla comprensione che Tanino è figlio fisico di una madre sfruttatrice che rappresenta la intera società della subcultura. Tanino ama la madre perché reso cieco dalla autorità di chi non gli ha mai scaldato il cuore. La storia sul palco ha mille voci persino quella di un improbabile Giudice che non assisterà mai alla recita finale e Lui le impersona tutte e così si arriva al racconto del tabaccaio Auggie… di tutte quelle foto uguali uguali  che Lui aveva fatto per catturare il tempo, la stessa immagine tutti i giorni per 365 giorni all’anno con la stessa macchina fotografica… che c’era di speciale? che nel volgere degli anni la piazza era identica ma i volti diversi o piu’ affaticati o piu’ stanchi o in inversa sequenza così il tabaccaio lo fa penetrare nella sua intimità raccontandogli  la storia della macchina fotografica..di un furto subito da un uomo di colore…. del portafoglio raccattato in terra della visita ad un indirizzo sconosciuto dove operava una sostituzione di identità per far felice una anziana donna. Ma nel bagno, in bella vista tante macchine fotografiche…e ne aveva rubato una..avrebbe voluto restituirla ma aveva paura di non trovare piu’ nessuno tornando nella casa di un Natale ormai forse impossibile. La macchina però lo induce a fotografare la stessa piazza. Anche in questo monologo Angelo Campolo introduce variazioni rispetto al film di Austern di cui vediamo le immagini… restituendoci quella eleganza di un metateatro moderno rivoluzionario in cui lui puo’ essere tante voci. Ci porta così amabilmente a farci comprendere l’incontro con l’altro che non sappiamo accogliere che, spesso fraintendiamo, ci parla a mezza voce di una fratellanza che non esiste, di distanze che l’egoismo crea. Natale è per fortuna altro e molto altro ancora ma oggi il mondo si chiude nella sua incosciente miseria degli abitanti e dei propri personali dolori. Resta sul palco Lui con questi racconti meravigliosi che diventano personali che recano la sua scrittura la sua innegabile e preziosa sensibilità. Un attore che è un uomo di grande sensibilità e fascino che riesce a far suo ciò che vive o che solo vede o che solo sa come nel bellissimo dialogo tra Romeo e Mercuzio sui sogni…il sogno già il sogno…quello che vivendo amiamo sognare e che tale resta.

Conobbi Angelo Campolo al liceo, scriveva cose intelligentissime sul Koinè il giornale della scuola e chiesi a mia figlia di farmelo conoscere. Lei rispose il suo collaborativo no…quello di sempre, aggiungendo se vuoi te lo posso indicare. Così mi presentai e lo invitai a scrivere di cinema sul Prewieu un giornale che avevo creato per il Messina Film Festival e lui scriveva da Dio. Poi iniziò a fare letture bellissime ovunque e mi dissi Angelo diventerà famoso. Nel tempo e separatamente conobbi sia la madre che il padre e capii perché Angelo poteva diventare qualcuno, veniva da una famiglia colta, eppure Lui aveva una marcia in piu’…poteva volare dove volesse… restando buono e disponibile ma portandosi dietro il suo punto di domanda come comunicare restando indipendente? Non vi è risposta a questo a meno che non cerchiamo di guardare oltre…non fermandoci ad una mera apparenza…ma attraversare il muro non è facile. Il muro è alto spesso impenetrabile ed oscuro. Angelo Campolo grande portento e concentrato di intelligenza e cuore lo ha fatto restituendoci un Natale intriso di interrogativi e soprattutto ponendoci la domanda piu’ importante…possiamo davvero andare oltre ciò che sono anche i segreti degli altri? Comunque ci credo ancora….. la scrittura nasce da una grande sensibilità che solo teatro cinema e musica traducono, porgendo noi stessi nella nudità totale al centro di un palcoscenico in cui dismettere ogni maschera per far vivere il volto.

Al teatro Odeon ristrutturato è stato possibile assistere in collaborazione col Museo della musica di Gesso a Suoni Canti e Versi del Natale in Sicilia “Alligrativi Pastura” con il Duo Pinello Drago – Benjamin Pauzadoux i Mandorlini dei Nebrodi il duo Santi Scarcella – Gemino-Calà, un galà all’apertp con punte di jazz di grande effetto. Taormina Arte d’inverno prosegue la sua corsa sebbene il freddo intenso di queste rigide giornate taorminesi. E Ninni tante volte mi guarda smarrito, come se …ancora una volta le sue proposte non interessassero a una Taormina che non ha ancora capito il suo gran miracolo di Natale. Ma la casa del cinema si popola a dispetto del freddo e della mia incalzante influenza e di una tardo-romantica città del turismo che pensa solo al lusso del Corso Umberto….Qui esiste una magia in più, una proposta per cui il sogno di un uomo è il sogno dell’arte che non può mai morire.

Anna Maria Mazzaglia Miceli

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Autore: Anna Mazzaglia

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