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LA MAFIA NON MI RENDE NERVOSA. LA MAFIA MI CALMA!

Facebook Twitter Google +   Sono siciliana ed ho sentito parlare di mafia quando ero bambina ma, osservando i miei compagni cui colava il naso, mangiare affamati un panino e poi andare a zappare per sopravvivenza, ho capito che loro erano mille volte migliori di me; anche se provenivano da sub-culture cui lo Stato li […]

 

Sono siciliana ed ho sentito parlare di mafia quando ero bambina ma, osservando i miei compagni cui colava il naso, mangiare affamati un panino e poi andare a zappare per sopravvivenza, ho capito che loro erano mille volte migliori di me; anche se provenivano da sub-culture cui lo Stato li aveva destinati, anzi erano stati proprio emarginati, perché erano “i prescelti” di uno Stato Italiano degenere. Mi sono dunque fatta le mie idee e, pian piano, ho scoperto che “la gente di rispetto” è ancora gente di rispetto, anche se in carcere, o agli arresti domiciliari, per sopravvivenza e, spesso, per comprare un rispetto che i politici avrebbero loro voluto togliere ed hanno tolto quando non servivano più. Nella povertà più amara, ai confini di un mondo di disperazione, la politica ha creato il SUO PERSONALE ESERCITO, e quanto più si diveniva capi si era destinati, dapprima, alla potenza ed agli affari e poi a sicuro arresto o morte. Sono anche un Avvocato ed ho detto e chiesto, molte volte, ai mafiosi perché non diventassero una contro-politica, non facessero una resistenza allo Stato ed alle Istituzioni, per riscattare almeno i figli, ma mi hanno risposto che se avessero cambiato impostazione, sarebbero stati destituiti dal loro ruolo ed uccisi da un potere economico sopraffine e maledetto che, scientemente, decide per loro, sin da quando nascono.

Poi, crescendo, ho capito, quando sono stata, a mia volta, una vittima di ingiustizia, perché lo Stato condiziona tutto, utilizzando la Magistratura come vuole e controlla l’Amministrazione Pubblica attraverso il potere giudiziario. Quando qualcuno dei migliori Magistrati invece non è più consono alla causa, perché sa troppo, prima lo trasferisce e poi lo elimina, come è successo per il Giudice Falcone, fatto fuori non dai mafiosi, ma dai servizi segreti. Borsellino subisce la stessa sorte di conseguenza, un agnello sacrificato ai passatempi dello Stato.

Quella che, comunemente, denominiamo mafia non mi fa paura e non mi rende nervosa, perché quando stringi la mano ad uno dei boss, lui lo fa con stretta possente, guardandoti negli occhi, e poi ti narra la sua vita e quasi sempre ti dice: “avrei voluto un mondo migliore per i miei figli, sognavo e sogno di costruire un mondo dove vivere con la dignità” e per lui la dignità è onore è sacrificio è possanza. Poi vado da un Magistrato e discuto una causa e capisco a che prezzo si è venduto alla terza udienza (ovviamente non generalizzo) e capisco che non ho di fronte un uomo ma, spesso, un automa che deve far vincere qualcuno che gli è piu’ caro (nel processo civile), stessa cosa accade per tutti coloro che gestiscono la Cosa Pubblica che sembrano persone a cui hanno sradicato l’anima. Insomma quaqquaraquà neppure ominicchi o menzi uomini….maschi che portano i pantaloni senza decenza, femmine asservite ad un sistema burocratico.

Sì, mi si obietta, ma la mafia si arricchisce con gli appalti, con la droga, con la prostituzione….Le abbiamo lette e rilette le classiche notizie, ma sono affari gestiti per conto terzi, ove colui che sgarra, subisce poi la confisca e il sequestro dei beni ed anche un carcere a vita e sì perché frattanto ha anche ucciso. Brutto…non avrebbe dovuto farlo, ma i beni confiscati alla mafia che dovrebbero essere donati ai fini dell’investimento in cultura, vi siete chiesti che fine fanno? Avete mai provato a chiedere un bene confiscato per attuare il Bene? E’ una sorta di continuo rimescolio di carte in tavola e sì perché questi beni si concedono “ai graditi” allo Stato ai pulitissimi signori che hanno complottato per ottenerli per scopi assolutamente lontani da ciò che si combatte. Voglio dire solo che finiscono in spartizioni interne tra persone apparentemente pulite, che non hanno mai ucciso nessuno, ma hanno doppiamente violato la legge (hanno indotto a delinquere, e poi si sono appropriati della refurtiva, e tutto ciò con le mani estremamente pulite).

Una volta, al mio paese, esisteva “Don Peppino” che era colui che risolveva le controversie tra le parti con la ragione, la etica e la giustizia e nessuno osava parlar male di Don Peppino che è vero usasse il fucile, ma solo quando qualcuno voleva prevaricare qualche altro e così nessuno osava commettere ingiustizie e Don Peppino non usò mai realmente quell’arma. Era solo un uomo di rispetto, cui magari si faceva qualche regalia possibile.

Il Bandito Giuliano rimane il vero sentimento dei giusti, ucciso senza colpa, a tradimento, perché lo Stato compra tutto.

Oggi siamo vittime dell’informazione “a contrario” e bisogna comprarsi la lente dell’oltre per cercare di capire come si disinforma la gente. Bugie su bugie entrano in rete, come i jihadisti, l’esercito più pericoloso del mondo, un corpo di sfigati e sottomessi dalle grandi Potenze mondiali, usati e fatti saltare in aria imbottiti di droga.

Attenzione ragazzi! si uccidono in modo spietato vittime innocenti, da una parte e dall’altra, per far sembrare che le Nazioni non stiano già seduti su uno scranno di oro e brillanti per rubare la ricchezza che a loro interessa. Una speculazione senza precedenti che ha nome GUERRA fa fruttare moneta, si incrementa col business della morte. In effetti, le potenze industriali mondiali scatenano gli attentati che si autogestiscono in modo egregio, facendo sparire le prove.

Un mafioso, un jihadista è un morto che pensa di pensare e non sa di essere stato immesso nella playstation dei colletti bianchi, nella stanza dei bottoni. Basta schiacciare un bottone per far fuori tutti quelli che si vuole, in un momento solo. Di questo si nutre lo Stato globale e la unica potenza mondiale economica creata come super-stato che controlla tutto dai più piccoli movimenti alle grandi stragi di piazza.

Noi ragazzi del 1968, lo sappiamo veramente, perché cercavamo la verità e la giustizia ad ogni costo, non volevamo la potenza, abbiamo gioito per piccolissime conquiste ed oggi assistiamo, impotenti, al fallimento di tutte le nostre idee rivoluzionarie. L’Italia cosa è? Un bellissimo paese in mano a chi della crisi economica ne fa, a sua volta, un business a discapito dei poveri, sottostando alla Banca Centrale Europea che continua ad emettere moneta a debito e lo Stato emette sempre più tasse per far morire la piccola economia e ridurre sul lastrico tutti, professionisti compresi. Le Banche soggiacciono a questo diktat dell’impoverimento collettivo, non dando più credito al piccolo imprenditore che deve sparire per far posto alle sempre più grandi Multinazionali. Ed allora…ed allora ci salveremo solo se siamo capaci di compiere una rivoluzione in rete, pacifica, creando qualcosa che nessuno ci possa rubare e, ciascuno secondo le proprie inclinazioni, ma attenti ai bisogni ed inclinazioni dell’altro. Il crowdfounding, ad esempio, è una grande risorsa ma dovrebbe consentire anche il piatto di pasta a chi non ne ha uno, oltre che premiare le idee progettuali o le invenzioni da finanziare. Il crowdfunding pensato per progettare per tutti ci rende liberi dallo Stato e da un sistema elettorale fatiscente. Questo articolo lo dedico alla mia Mafia a coloro che delinquono, al fine di non delinquere e di seguire idee e progetti che diano potere alla microeconomia ignorando le grandi bugie dello Stato. Io sono un outsider come lo fu Cristo che per me fu un uomo con idee giuste ed uniche indipendentemente se fosse o no Dio. Il suo esercito erano ladroni e prostitute, che abbandonarono la strada maledetta, per la resurrezione. E questo è il senso dell’Amore cosmico che può essere applicato alla new economy. Agire per un bene comune e reagire alle imposizioni in massa, poiché è la massa che crea coesione ed è la massa che fa sì che le cose giuste trionfino sulle ingiuste. Ma io vorrei una massa di capi che si contrapponga, in modo deciso, alla unica Mafia esistente, comunque si chiami: i dotti signori che non sono nemmeno statisti devono essere travolti dalla new economy perché sara’ indipendente dal sistema. Creare un sistematico mondo economico del Bene abolisce gli stolti padroni e si’ quella che chiamano Mafia non mi fa paura.

Se vi piace questo articolo cliccate contattatemi, in qualche modo trovatemi…sarò la vostra libellula canterina…la sera da ammirare, la notte da scrutare e poi il giorno avvincente con un nuovo inizio.

A.M.

 

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Autore: webnetworknews

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