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ALDA MERINI – MONICA GUERRITORE – GIOVANNI NUTI… SI’ MENTRE RUBAVO LA VITA…

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Dopo le parole struggenti ma piene di Vita di Alda Merini mi chiedo cosa vado cercando… E mi rispondo nulla! Perchè io qui, acquattata come tutte o tutti nelle proprie tempeste, entro al Teatro Greco di Taormina senza aver voluto sapere nulla di questa oscurità farcita di fiaccole. Ed in questo silenzio cosparso di stelle, Monica Guerritore e Giovanni Nuti ci regalano uno spettacolo intimo, che esplode in noi con la forza di una musica che non conoscevo ma…. bellissima. Si adesso so Che Giovanni Nuti è stato accanto ad Alda 16 lunghi anni e che artisticamente la genialità dei due si fuse. Alda dettava e scriveva per la musica di Nuti e dunque qui siamo oltre la poesia oltre la magia dei soli versi con una Guerritore che cantando recita e recitando canta…Mi dico…si deve essere molto innamorata di questo spettacolo che suggerisce all’anima di essere piu’ profondamente anima. Bè 46 elettroshok per Alda furono tanti è stato come scaricare su Lei la rabbia del mondo. Era pazza? No! Era diversa da quella che noi denominiamo banale donna normale (e che significa?) e come poteva mai capirla un uomo o i figli…già i figli!!!! E là che inizio a piangere quando Monica inizia a cantare “Quelle come me regalano sogni, anche a costo di rimanerne prive. Quelle come me donano l’anima, perchè una anima da sola è come una goccia d’acqua nel deserto. Quelle come me tendono la mano ed aiutano a rialzarsi, pur correndo il rischio di cadere a loro volta. Quelle come me guardano avanti, anche se il cuore rimane qualche passo indietro…” Lei trionfa ancora… vive, perchè la poesia degli ultimi, è la poesia di noi tutti che viviamo immersi nel Grande Inganno a con “Il violinista Piange” la Guerritore decide di indossare un velo cosparso di rose appassite …gli amori che non vennero e che non furono perchè per Alda non poteva esserci alcun amore ma una sessualità rubata e tanto ardore regalato alla luna: “Amore se mi dicessero di abbatterti, e che tu sei una spina gigante che mi fa male al cuore, io pregherei il Signore di darmi tempo. Sentire il male che mi fai ogni giorno. Sognarti e non vederti è per me la piu’ atroce delle croci. Ma come tutti i farisei tu non mi crederesti e mi porti a vedere una moltitudine di uomini che non gradisco. E ogni giorno mi offri cento calici di veleno Eppure non muoio. Io domando a Dio che miracolo è questo. E mentre tu mi volti le spalle il violinista piange vedendo il suo migliore amico che fa piangere una montagna” . Ti fermi come incantata e rifletti e dici mi sono sposata un tempo ed ebbi figli…forse …non me lo ricordo. Ho immolato su questo altare non solo i sogni ma proprio la intera vita….Certo nessuno mai mi ha portato in un manicomio, ma le donne come Alda ed altre conoscono tutti gli inferni e quel che è meraviglioso e che continuano a creare a restare bambine a dichiarare “Sono una Ape Furibonda” E così il tempo vola con “Io come voi” , “Come è grande il pensiero del mare”, “Paura dei tuoi occhi”, “La zanzara”, “Il regno delle donne”. E poi si conversa su Lei…. sulle sue stranezze normali. Nuti racconta che alcune persone avevano iniziato una ristrutturazione di casa che durò un anno e Alda che già non poteva dormire era furibonda. Poi la ristrutturazione finì ed Alda si sentì male…si era affezionata ai loro rumori alle voci dei bambini..e poi non tutti sanno che andava in vacanza non lontano da casa a 400 mt perchè in un posto come Milano …era preferibile non allontanarsi troppo. Ho detto in me… cara Alda alle volte basta anche il respiro di una parete purchè respiri. Anche Carmen Consoli, ospite d’onore della serata canta una canzone, lei che autrice e …perchè? Perchè tutti rubiamo la vita..ed Alda forse ancor piu’ di noi. E’ stato un concerto evento per la protezione dei rifugiati vulnerabili che si trovano in Libia, sì perchè con il populismo imperante è necessario che qualcuno dedichi uno spettacolo così a questi ultimi per cui Alda sognò di essere una tartaruga marina e che nelle acque del mediterraneo potesse essere quella nave maestra e gentile che salva tutto e tutti persino la bellezza ivi nascosta insieme a corpi che non hanno nome. La regia di Mimma Nocelli è eccezionale ed i musicisti diretti da Giovanni Nuti semplicemente meravigliosi. Da Josè Orlando Luciano (pianoforte e tastiere) a Tommaso Lega (chitarra) al violino magico di Simone Rossetti Bazzaro alle percussioni e batteria di Emiliano Oreste Cava.

Ed adesso continuo..siamo squarciati ironici folli qui in Sicilia, siamo lacrime di Dio che si trasformano in rugiada del mattino, siamo così energeticamente fuori …che abbiamo deciso di cambiare il mondo…sento già una scudisciata addosso come se qualcuno mi suggerisse non osare… ma io sino alla fine dei miei giorni sono già sulla scia di Alda Merini, cromaticamente avvolta dalle sue iperboli doloranti ma mai tristi, anzi direi suggestive. E al Teatro Greco …che dirvi …maturo ancora…e le convinzioni diventano incalzanti e piu’ che mai presenti e vive.

Anna Maria Mazzaglia Miceli

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Autore: Anna Mazzaglia

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